Micoterapia antitumorale: le attività benefiche dei funghi

Reishi Ganoderma Lucidum

Sono diversi gli studi compiuti negli anni passati e tuttora in corso, sui principi bioattivi dei miceti in campo anti-cancro.
Lo studio dei meccanismi molecolari scatenati dalla loro azione viene condotto per comprendere al meglio quali sono le proprietà dei funghi medicinali all’interno di una terapia che contrasti la formazione di cellule tumorali, e di supporto alla chemioterapia.
Il settore scientifico della micoterapia antitumorale è relativamente nuovo e promettente, visti i primi studi. Si occupa di vagliare gli agenti anticancerogeni derivati dai funghi superiori, che mettono a disposizioni in natura il loro cosiddetto “corpo fruttifero medicinale”. Come componenti dietetici in alcune culture vengono utilizzati tradizionalmente per il trattamento di varie condizioni patologiche e disturbi, per questo sono stati fatti degli studi sui principi attivi negli estratti, per l’isolamento di nuove sostanze anti-tumori.

I principi attivi dei funghi in funzione antitumorale

In particolare, queste attività di prevenzione del cancro, sono principalmente attribuite ai polisaccaridi, vari complessi polisaccaridici-proteici / peptidici, alle lectine, i terpenoidi, gli steroli. La scienza nutre un interesse speciale per i polisaccaridi della cellula fungina, a causa della loro attività immunomodulatoria, essendo degli agenti che modificano la risposta biologica (BRM) dell’organismo e possono prevenire la comparsa della metastasi tumorale.

In alcuni casi, queste sostanze mostrano anche effetti antitumorali diretti, sono biologicamente attive in modo “adattogeno” e, ad esempio il Ganoderma lucidum, abitualmente conosciuto come Lingzhi o Reishi, è stato utilizzato per secoli in tutta l’Asia come trattamento per il cancro.
Gli estratti del lucidum interferiscono con la progressione del ciclo cellulare, inducono nelle cellule tumorali processi di apoptosi (morte cellulare) e soppressione dell’angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni da altri preesistenti): quindi, agiscono come agenti terapeutici naturali contro il carcinoma.
Anche il cosiddetto fungo Shiitake, il Lentinula edodes, è stato usato tradizionalmente in Oriente per combattere diverse patologie, e i suoi benefici medicinali si ampliano fino alle proprietà antitumorali. Anche in questo caso, i suoi estratti hanno diminuito la proliferazione di alcune cellule tumorali

Diversi scienziati hanno esaminato l’effetto anti-proliferativo del fungo Shiitake, anche del fungo Antrodia (fungo dell’albero di canfora) molto apprezzato a Taiwan, dell’estratto di Antrodia cinnamomea e della specie pleurotus (fungo di ostrica) e altre diverse specie di miceti.

I polisaccaridi

I polisaccaridi sono dei composti chimici presenti nei funghi, che fanno parte dei glucidi (detti anche carboidrati). Sono costituiti da tante unità collegate da legami glucosidici, che danno un’elevata capacità di trasportare informazioni biologiche all’organismo.
Le loro numerose variazioni di struttura possono esercitare effetti anti- proliferativi delle cellule tumorali, e una buona attività citotossica (ovvero l’attività del sistema immunitario che porta alla morte delle cellule infettate da virus, batteri o non appartenenti all’organismo che in natura protegge dalle infezioni virali).
I polisaccaridi sono adoperati come supporto nella terapia nel trattamento del cancro, perché come abbiamo detto possono mettere in atto dei meccanismi che determinano un’azione positiva dei polisaccaridi sulle cellule tumorali.

Principalmente, questi composti presenti nei funghi medicinali inducono l’attivazione e la modifica delle risposte immunitarie, sono immuno-regolatori piuttosto che attaccare direttamente le cellule tumorali. Legandosi con delle proteine specifiche, attivano i macrofagi, delle cellule “killer” naturali e altre che aumentano la produzione di anticorpi, interleuchine e interferone.
Molti polisaccaridi sono prodotti semi-sinteticamente tramite sostanze chimiche o modifiche delle molecole madri, per migliorare la loro solubilità in acqua. Nel caso dei polisaccaridi isolati dai funghi medicinali, come nella Grifola frondosa (Maitake), sono stati ottenuti anche eteropolisaccaridi (costituiti da galattosio, mannosio, fucosio e glucosio) che si sono rivelati significativi per l’effetto di inibizione alla crescita del tumore.
Alcuni polisaccaridi isolati dall’Inonotus obliquus (fungo medicinale Chaga) hanno dimostrato un’eccellente attività immunostimolante contro la formazione delle cellule cancerogene. Ricerche che dimostrano come queste sostanze possano essere utilizzate nella prevenzione del cancro e con effetti di immuno-potenziamento e inibizione del tumore: la micoterapia in oncologia come supporto alla chemioterapia.
In particolare, dal fungo Ganoderma lucidum (Reishi) sono stati isolati e modificati dei polisaccaridi, testati per l’attività citotossica con successo, se modulati nel tempo, e con il riscontro della loro capacità di stimolare la crescita delle sole cellule epatiche normali rispetto a quelle malate.

I beta-glucani

Sono dei polisaccaridi (glucani) che rappresentano i “mattoni” dei funghi. Sono formati da molecole di glucosio, unite insieme da diversi legami detti glicosidici, che li rendono una base solida. I beta-glucani formano una rete di fibre di chitina incorporata nel glucano, che è la componente principale della parete cellulare dei funghi.

Nei funghi medicinali presi in esame, i glucani isolati sono principalmente quelli con il legame il β(1-3) e β(1-6) e agiscono su diverse funzioni del sistema immunitario. L’attività immuno-modulante dei funghi è data proprio dalla struttura del glucano che agisce sulle immunoglobuline presenti nel sangue.
Ai fini della micoterapia in funzione anticancro, tra i glucani che sono stati riconosciuti validi sono quelli della lentiniano, laschizophyllane il grifolan. I meccanismi messi in atto dai beta-glucani includono la stimolazione delle cellule staminali, e quelle immunitarie (linfociti, macrofagi, DC, cellule NK, cellule Th, cellule Tc e cellule B).

I glucani ottenuti dalla Grifola frondosa o Maitake (grifolan) sono stati studiati come quelli molto attivi, nell’inibire la crescita tumorale, e ottimi risultati per la ricerca sono stati dati anche dal lentiniano del Lentinula edodes o Shiitake, che esercita un’azione immuno-modulante con effetti anticancro – inibizione della crescita delle cellule, anche se rispettando un periodo stabilito. Il beta-glucano schizophyllan derivato dal fungo Amanita muscaria (fungo velenoso) isolato in laboratorio ha fornito anch’esso dei risultati per la sua attività antitumorale .
Oltre ai beta-glucani gli studi di micoterapia antitumorale hanno evidenziato anche degli alfa-glucani, purificati dal Lentinula edodes, in grado di potenziare la risposta antitumorale del sistema immunitario nella radioterapia.

Altri agenti antitumorali nella micoterapia

La ricerca sull’efficacia dei funghi medicinali nella cura contro il cancro, ha evidenziato anche il ruolo di altre sostanze che costituiscono i miceti.
Per esempio dalle proteine come le lectine oppure dalla proteina immunomodulante Lz-8 dal micelio di Ganoderma lucidum, che induce una morte cellulare differente rispetto ai soliti meccanismi, e viene studiata come nuova strategia per il trattamento del cancro.

Sono valutati anche in modo interessante i complessi di polisaccaridi dei funghi con le proteine: ad esempio, i principi attivi del Ganoderma lucidum che sono dati delle glicoproteine immuno-stimolanti e dai peptidi polisaccaridi di Ganoderma (GPP).
Altre sostanze studiate per la micoterapia antitumorale, sono gli acidi grassi dei funghi medicinali, oltre ad agenti per la prevenzione del carcinoma come i terpenoidi. Questi sono formati da molecole dei funghi medicinali tra cui il lanostane isolato da specie come Ganoderma lucidum, Poria cocos, Laetiporus suphureus, Inonotus obliquus e Anthrodia camphorata.
Anche gli steroli sembra possano ridurre il numero di cellule di carcinoma, così come i composti fenolici di alcuni funghi medicinali (tra cui la Grifola frondosa) possono esercitare un’attività antitumorale.

La micoterapia anticancro, è un valido alleato?

In conclusione, tra le diverse ricerche in atto nel campo della micoterapia antitumorale è possibile individuare delle sostanze “promettenti” per la battaglia scientifica contro questa patologia. In particolare a livello di prevenzione antitumorale, sono stati identificati diversi composti e meccanismi, che fanno ben sperare nella micoterapia che potrebbe essere, un domani, anche prescelta come terapia privilegiata se confermata dalle ricerche mediche.
L’utilità dei funghi medicinali e dei loro composti, può essere ottima in combinazione con terapie esistenti, come supporto durante le fasi di chemioterapia o radioterapia che l’individuo deve affrontare.

Fonte

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24083788

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