Bacche Inca – Scheda Completa by NaturaZen.org

Queste bacche sono il frutto della pianta arbustiva Physalis Peruviana, appartenente alla famiglia delle Solanacee; la stessa dei pomodori, con i quali le bacche condividono un aspetto molto simile.
La pianta è nota in Italia anche con i vari nomi del frutto: Uciuva, Alchechengi, oppure Bacca del Capo (dal territorio di Capo di Buona Speranza). I suoi frutti vengono definiti anche Bacche degli Inca o Bacche degli Aztechi, per l’origine sudamericana e precolombiana della pianta.

Storia, Origini e Coltivazione

La Physalis Peruviana nasce come pianta selvatica, che si sviluppa nelle aree incontaminate del Sud America come Perù, Colombia ed Ecuador. Cresce presso terreni che si trovano in altitudine, particolarmente nelle zone delle Ande fra i 1.800 e i 2.800 m di altezza, caratterizzati da abbondanti precipitazioni annue.
Le sue radici si diramano nel terreno, contribuendo a preservarlo dall’erosione, soprattutto in presenza di terreni sabbiosi e argillosi.
Per secoli, gli abitanti delle terre del sud America hanno consumato questa bacca, nota per i suoi effetti rigeneranti e stimolanti sull’organismo; la medicina popolare Inca, infatti, ha sfruttato le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
Dalla fine del 1700 (XVIII secolo) è stata importata e coltivata anche in Inghilterra; successivamente in Sud Africa, in Kenya, in Australia, Egitto, India, Caraibi, Asia e, sempre nel territorio americano, in California. Da tempo viene coltivata e consumata in Turchia; chiamata fragola d’oro, è usata per fare il tè, marmellate e per guarnire torte.

Pianta e Frutto

L’arbusto può arrivare fino a un metro di altezza, e presenta una ramificazione a foglie pendenti. Solo nei casi di potatura e rinvaso può raggiungere fino a due metri d’altezza. Le piante delle Bacche Inca fioriscono in primavera, mostrando numerosi fiori gialli a campana che, una volta sfioriti, permettono dal calice la crescita del frutto all’interno.
Quando il frutto è maturo le parti del calice (sepali) assumono un colore arancione, che spesso è presente insieme al frutto nella guarnizione di dolci di pasticceria.
Esteticamente, i frutti della Physalis Peruviana sono simili a piccoli pomodori (anch’essi nella famiglia delle Solanacee), oppure a ciliegie con colori dal giallo al rossiccio dorato.
Il loro sapore è agrumato, dolce ma leggermente acidulo, da molti descritto come simile al pomodoro ma con un retrogusto dolce vanigliato.

Valori nutrizionali e Composizione chimica

I componenti principali contenuti nelle bacche Inca sono dati da acqua, zuccheri, proteine, grassi, vitamine. A livello di fibre, in particolare, le Bacche Inca sono tra gli alimenti più ricchi in assoluto.

I valori calorici e nutrizionali del frutto sono:

  • Calorie: 340 kcal / 100 g
  • Carboidrati: 63,4 grammi / 100 grammi
  • Grassi: 6,17 grammi (3,85 saturi)
  • Fibre 24,21 grammi / 100 grammi
  • Proteine 7,72 grammi / 100 grammi
  • Zuccheri 28,6 grammi / 100 grammi
  • Sodio: 0,057 grammi / 100 grammi

Le Bacche Inca contengono diversi sali minerali come manganese, rame, ferro e zinco, tra cui oltre agli alti livelli di fosforo, spicca il potassio. La vitamina C presenta ottimi livelli con 8,6 milligrammi su 100 grammi).

Proprietà, Benefici e a cosa servono

Sono numerosi i benefici per l’organismo di queste bacche, che hanno rappresentato fin dall’antichità una buona fonte di sostanze antimicrobiche e antibatteriche, in particolare antinfiammatorie e antivirali naturali (physalina, etilcaffeato) utili contro gli stati influenzali.
Ogni bacca Inca contiene antiossidanti come tannini, carotenoidi, flavonoidi che contrastano lo stress ossidativo dei tessuti in funzione anti-invecchiamento, e prevengono diverse patologie – un vero supporto per il sistema immunitario.
Il loro contenuto di minerali come il fosforo e il ferro aiuta a regolare i processi biochimici del corpo, il trasporto di ossigeno nei tessuti e la formazione di nuovi enzimi.

Gli antiossidanti più importanti per le proprietà delle Bacche Inca sono i carotenoidi, dalle grandi capacità antiinfiammatorie e antiossidanti che proteggono le vie urinarie, con azioni preventive per calcoli renali e disturbi della diuresi, agendo anche per la purificazione del fegato e dei reni.
È nota l’azione positiva del betacarotene contenuto in queste bacche, che fa parte dei pigmenti rossi carotenoidi ad alto contenuto di vitamina A. Il suo consumo previene tumori e malattie cardiache. Al livello di benessere degli occhi, contrasta l’avanzare della cataratta e la degenerazione maculare. Spesso il betacarotene è impiegato per curare malattie come AIDS, morbo di Alzheimer e Parkinson, epilessia, artriti reumatoidi e disturbi della pelle – è rinomato, infatti, anche per la sua capacità di ridurre il rischio di ustioni dovute all’esposizione solare eccessiva.

Le fibre contenute nelle bacche consentono di mantenere ottimo l’equilibrio intestinale, e in particolare la pectina può assisterci regolando l’assunzione di lipidi e zuccheri, soprattutto favorendo il transito intestinale.
La presenza di melatonina in queste bacche, agevola nel contrastare lo stress e l’insonnia, ma anche nella prevenzione di malattie associate allo stress ossidativo come quelle neuro-degenerative.
Tra le caratteristiche di queste bacche, è conosciuta anche la capacità antinfiammatoria di ridurre l’effetto dei raffreddori , grazie alla concentrazione di vitamina C. La loro acidità, inoltre, può essere d’aiuto anche nella riduzione del colesterolo.

Utilizzo come Integratore

Per integrare nella propria alimentazione le Bacche Inca, è possibile utilizzare confezioni di bacche alchechengi essiccate. Si tratta di bacche raccolte a mano e poi seccate al sole, in modo da conservare gusto e proprietà nutrizionali.
Si possono mangiare come snack, assumerle tramite ricette oppure come decotti di bacche secche.
Gli integratori di Bacche Inca in polvere o in compresse sono rari nel mercato italiano, dove sono più diffuse le bacche essiccate; possono essere mescolati alle bevande ma è importante valutare se la polvere contenga degli zuccheri aggiunti, oppure pesticidi come solfiti e conservanti.

Uso e Dose Giornaliera

La dose consigliata è di 1-2 cucchiai al giorno per gli adulti e circa 2 cucchiaini per i bambini.

Ricette e Utilizzi

Le Bacche Inca si possono gustare fresche oppure essiccate, forma molto più diffusa in Italia dato che provengono principalmente dal Sud America, dove vengono essiccate per conservare il loro sapore. Possono diventare uno snack consumate da sole, oppure un ingrediente sopraffino nella preparazione di alcune pietanze dolci.
Vengono spesso adoperate per insaporire frullati, yogurt, colazioni con cereali, macedonie, insalate e sono note anche per il loro effetto decorativo.
Sono ottimi ingredienti nella preparazione di marmellate e di ricette creative, per il loro gusto tra il dolce e l’aspro, come ingrediente per il cous cous oppure per insaporire le carni.
Prima di aggiungere le bacche inca alle ricette, è necessario farle rinvenire in acqua affinché possano reidratarsi.

Opinioni

Quando si parla di bacche provenienti da paesi lontani, è bene valutare che tipo di coltivazioni abbiano subìto. Per questo Natura Zen promuove sempre prodotti di qualità, come le Bacche Inca biologiche.
Si tratta di bacche di Alchechengi crude e bio, raccolte a mano, certificate gluten free, e adatte all’alimentazione Kosher. Non hanno subìto trattamenti termici superiori ai 42°, e questo rappresenta una sicurezza sull’integrità delle proprietà nutrizionali.

Spesso, infatti, alcuni trattamenti possono non mantenere le sostanze presenti nelle bacche fresche, rappresentando così un acquisto “fallimentare”.
I rigorosi controlli delle colture biologiche salvaguardano anche dal pericolo di assumere sostanze nocive come i solfiti.
Nelle opinioni dei consumatori, le coltivazioni di Bacche Inca bio sono predilette, per la sicurezza a livello di salute e nutrimento.

Controindicazioni ed Effetti collaterali

L’assunzione di bacche Inca non presenta particolari controindicazioni, se avviene in modo moderato. In ogni caso, è bene considerare che esistono dei casi in cui l’assunzione è sconsigliata, ovvero quando si segue una cura con farmaci diuretici, oppure in presenza di un’allergia alle Solanacee.
Le foglie esterne della pianta contengono la solanina, una sostanza che non deve essere ingerita dato che può causare fenomeni di diarrea, vomito e nausea.

Fonti e ricerche scientifiche

Characterization of carotenoid profiles in goldenberry (Physalis peruviana L.) fruits at various ripening stages and in different plant tissues by HPLC-DAD-APCI-MSn.

Nutritional and Antioxidant Properties of Physalis peruviana L. Fruits from the Argentinean Northern Andean Region.

Dove si compra e Prezzi

Le bacche essiccate possono essere acquistate on line o presso i negozi di integratori alimentari, mentre è molto più difficile trovare confezioni di integratori di Bacche Inca in polvere oppure in compresse (diffuse maggiormente sul mercato americano).
Attenzione a non confondere le bacche di Physalis Alchechengi con quelle Physalis Peruviana: si tratta di piante differenti!

I prezzi delle confezioni di Bacche Inca essiccate variano, con prezzi che vanno circa sui 7-8 Euro per 100 grammi, alle confezioni di Alchechengi in polvere con costi dai 14 ai 18 euro per 100 grammi – anche in base al fatto se la polvere sia organica (bio). Le capsule variano a seconda delle confezioni e del numero di compresse, con una media di 12-15 euro.

Formati disponibili

Le bacche di Physalis Peruviana sono disponibili in confezioni di bacche essiccate e, come abbiamo detto, più raramente si trovano anche sotto forma di polvere di Bacche Inca, oppure in compresse.

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