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Tutta la verità sulle bacche di Goji

Foto di Ragazza Cinese con le bacche di Goji

Premessa

Molte persone ultimamente si stanno interessando alle bacche di Goji, quindi è naturale che attraverso internet cerchino di farsi delle idee per comprendere meglio le caratteristiche del prodotto.

Però, se prima le Goji erano un frutto conosciuto solo da alcuni “ammiratori” e il mercato le proponeva relativamente poco, adesso sono diventate senza dubbio più famose, e il marketing sembra spesso lanciare un prodotto che va al di là delle sue caratteristiche, in ogni caso eccellenti.

Difatti, ultimamente dei clienti mi hanno chiesto se avevo delle Goji Himalaiane, poi altri se avevo le Goji Tibetane e altri ancora mi hanno chiesto informazioni sulla qualità Xing-xxx.

Tipologie di Goji

Per essere precisi, la pianta che produce le bacche di Goji è il lycium barbarum che è parente della meno pregiata lycium chinense.

Il frutto di Lycium barbarum è dolce, polposo-succoso, di buon sapore e presenta colore arancione e mai del tutto rosso. I semi sono piccoli e numerosi (1 mm 20-30 semi).

Il frutto di Lycium chinense è più sul rosso vivo con picciuolo spesso violaceo, acquoso, con pochi semi più grandi che nel barbarum.

Il sapore è neutro con sgradevolissimo retrogusto amaro e persistente.

Queste sono le due varietà, nulla di più. Se vedete in giro sacchetti che parlano di Goji dell’Himalaia (in Himalaia non ci sono Goji) , Goji selvatico (cosa vuol dire selvatico?) o altre cose al di fuori di queste definizioni io direi di fare piuttosto attenzione.

Per quanto concerne le goji Xing-xxx preciso che è un marchio registrato e non una varietà di Goji e che rappresenta un prodotto di una nota azienda che le vende in farmacia. (Non posso usare il nome completo in quanto sono stato diffidato dallo studio legale della loro società in quanto mi è stato detto che potevo confondere i consumatori. ndr)

A mio avviso, queste varietà non esistono e in Cina spesso neanche sanno cosa siano. La zona di produzione principale è invece lo Ningxia, una regione a Nord della Cina e a Sud della Mongolia che produce ottime Goji (ultimamente in Tibet nella regione del Qinghai si producono le migliori Goji Tibetane2 in assoluto). Perché mi direte voi? Per un semplice motivo che si chiama Huáng Hé ovvero il fiume giallo.

Perché è importante la provenienza?

foto del fiume giallo dove ci sono le coltivazioni di bacche di oji
Mappa del Fiume Giallo

E perché un fiume è così importante per la produzione delle migliori Goji?

Perché i sedimenti di questo fiume (silt) alluvionale si depositano sulle sponde dello Ningxia rendendo questo terreno fertile come nessun altro.

Le acque del fiume risultano cristalline dalla sua sorgente nell’altopiano Tibetano fino alla provincia del Gansu a ovest del Ningxia. La situazione cambia soltanto quando il fiume raggiunge l’altopiano del Löss del Gansu. Il vasto altopiano si è formato due milioni di anni fa. La polvere finemente macinata e ricchissima di minerali proveniente dai ghiacciai si è accumulata nel corso dei millenni nelle provincie del Gansu, dello Shaanxi, oltre che nel Ningxia meridionale che ha beneficiato di questo prezioso carico.

Oltre che da zone collinose, montagne e deserti, il Ningxia è formato dal 27% di superfici e bacini alluvionali attraversati dallo Huang He.

Con il passare del tempo, le loro sedimentazioni danno origine a un terreno straordinariamente fertile e la zona viene spesso indicata come la “dispensa delle erbe della Cina”. Le piante di Goji possono facilmente utilizzare i minerali grazie alla struttura a grana fine dei sedimenti, mentre altri componenti del “silt” mantengono il terreno soffice e ben aerato.

Tutt’intorno ci son altre regioni che si sono interessate alla coltivazione delle Goji, Mongolia e zone del Tibet incluse ma, molte di queste zone non beneficiano della presenza del Fiume Giallo, e, quindi è difficile pensare che con terreni differenti le bacche mantengano intatte le medesime proprietà nutritive. È esattamente come quando parliamo di vitigni e di vini, dove ogni zona possiede il suo vino peculiare, che può risultare completamente diverso da un altro prodotto altrove, sia per gusto che per proprietà direttamente legate al terreno.

Riconoscere le bacche di Goji

Ora fatta questa premessa personale come si riconosce una buona bacca di Goji?

Foto di Ragazza Cinese con le bacche di GojiRagazza Cinese con le bacche di Goji

Prima di tutto controlliamo la provenienza. Ormai troviamo Goji provenienti da tutto il mondo ma il Ningxia (SUD Mongolia) e il Qinghai (in Tibet) a mio avviso è ancora il luogo migliore. Ultimamente, sembra si stiano testando delle produzioni italiane che dicono siano di qualità, e appena sapremo qualcosa, vi terremo informati.

Secondo fattore importante è la zona di coltivazione, accanto alla modalità di coltivazione del terreno, e ai tipi di trattamenti che vengono effettuati sulle piante ai fini di preservare il raccolto. Sono in molti a pensare che quando si parla di un prodotto “made in China” ci possano essere problemi di qualità o di garanzia del prodotto, e che il rischio sia sempre dietro l’angolo. Tengo però a precisare che c’è Cina e Cina.

Le Goji vengono coltivate in zone montuose, lontano dalle fonti di inquinamento, in una delle aree più preservate e protette, in cui si coltivano non solo le Goji ma anche erbe medicinali usate in tutto il mondo. Ricordiamo che il Tè Cinese viene consumato da centinaia di anni ovunque senza che si sia mai sentito parlare di scandali o di inquinamento in proposito, tuttavia, visto che è sempre bene fare attenzione, io vi consiglio le Goji Biologiche NaturaZen!

Altri fattori importanti sono la raccolta a mano e l’essiccazione naturale al sole.

Purtroppo, molte industrie (in Italia si fa lo stesso con il vino Tavernello, tanto per fare un esempio) raccolgono grandi quantitativi di bacche di scadente qualità e usano gli essiccatoi per velocizzare il processo naturale di disidratazione dei frutti. Il risultato è così una bacca dura e spesso un po’ amara al palato. Altro elemento fondamentale che determina al grado di bontà della bacca è la grandezza. Quasi sempre, più la bacca è grande più si presenta dolce e morbida al palato. La grandezza viene misurata in quantità numerica di bacche su 50 grammi di prodotto.

Taglia B 400-450 bacche / 50 grammi

Taglia A 300-350 bacche / 50 grammi

Taglia AA 250-280 bacche / 50 grammi

Taglia AAA 180-220 bacche / 50 grammi

Taglia AAA+ 160-190 bacche / 50 grammi

Le taglie B e A le troviamo spesso nei discount a prezzi competitivi, al momento non ho mai trovato bacche di buona qualità!

La taglia AA è una Ottima bacca di qualità e possiamo dire che insieme alla taglia B e A rappresenta l’80% delle bacche sul mercato.

La taglia AAA è una bacca superlativa! Dolce e morbida al palato e davvero priva del retrogusto amarognolo che spesso proviene dai semini, è una bacca di grande qualità e si trova a volte nei negozi Bio a prezzi che si aggirano sempre sopra i 60€ al chilo.

La taglia AAA+ ha le stesse caratteristiche della bacca sopraelencata ma a volte viene indicata in questo modo perché è più vicina alle 180 che alle 220 bacche per 50 grammi.

Le bacche di goji biologiche selezionate per NaturaZen sono sempre AAA o AAA+

Capita a volte di mettersi a conteggiare comunque le bacche per scrupolo e contare magari 240 o 250 bacche. La spiegazione sta nel fatto che in certi casi non avviene la setacciatura delle bacche più piccole perché la qualità è ugualmente eccellente e per i contadini e non ha senso fare questa divisione che invece per noi europei può essere  invece importante. Magari potrà sembrare una contraddizione ma dipende proprio dalle partite e da queste piccole aziende che poi vanno a consegnare il prodotto ai grandi commercianti che le riversano, a loro volta, nel mercato mondiale.

Comunque, vi invito sempre a provare il gusto delle bacche di Goji biologiche NaturaZen e di inviarmi una vostra recensione nella pagina dedicata!

Quindi, per terminare la discussione in merito alle migliori bacche di Goji, e fornire qualche consiglio a chi ne cerca di ottima qualità, direi di non dar troppo conto a parole ed espressioni come Tibetane, Himalaiane, qualità Xing Dal, selvagge del Tibet eccetera eccetera, perché non indicano, attenzione, una qualità ma al massimo una zona di provenienza. Però diffidate se qualcuno vi racconta la storiella del monaco tibetano che si inerpica sulle alture per raccogliere le migliori bacche di Goji da vendere a noi europei: per quanto sia bella la storia, resta solo una storia. Una buona bacca di Goji è invece una bacca corredata dei certificati di provenienza, di importazione e delle successive analisi chimiche.

Dubito che le aziende che le vendono in Italia, sappiano niente di più di quello che ci sta dietro, le storielle sono solo marketing!

Ho distrutto un mito? Forse si, ma per correttezza e principio preferisco che tutti gli amici di NaturaZen sappiano che per avere delle buone bacche, ogni volta che arriva un nuovo lotto, mi faccio spedire a casa un campione per l’assaggio e per la verifica che tutto sia nei parametri ottimali per poter distribuire un prodotto di alta qualità ai miei amici!

Grazie per aver letto questo articolo, vi auguro una buona scelta più consapevole! E se l’articolo ti è piaciuto, condividilo!

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